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giovedì 25 ottobre 2018

I Gruppi Aziendali

I gruppi aziendali- Lez.38
Argomenti:
• La nozione di gruppo aziendale
• La nozione di controllo ex art. 2359 c.c.
• La struttura dei gruppi: gruppi integrati, gruppi diversificati, gruppi internazionali
• I prezzi interni di trasferimento
• Il bilancio consolidato di gruppo
La nozione di gruppo aziendale
I gruppi aziendali possono essere inquadrati nella prospettiva “gerarchia-mercato”, come forma 
intermedie tra azienda e mercato.
I gruppi quindi sono un a forma intermedia tra impresa e mercato.
Dal grafico vediamo che il mercato, istituzione 
impersonale, e l'azienda istituzione personale, sono gli 
estremi, i quali contengono al proprio interno una varietà 
di forme che vanno da reti, subfornitura, franchising, 
joint venture, consorzi, gruppi. Molto più ci spostiamo, 
molto più le forme intermedia avranno una forma 
gerarchica.
Il gruppo è un insieme di aziende legalmente
autonome, ma poste sotto il controllo unitario di 
un'impresa capogruppo ( holding o società madre).
Quindi individuiamo i ruoli: abbiamo un'azienda capogruppo (holding), in quanto detentrice di 
azioni in altre aziende, che esprime un controllo in una pluralità di aziende legalmente autonomo. Il 
gruppo quindi esprime due importanti termini: la pluralità (sul piano giuridico) e l'unitarietà (sul 
piano economico). 
Il gruppo può essere definito come un'unità economica di secondo grado, rispetto alle singole 
aziende che lo compongono, unità economiche ddi primo grado (Cassandro).
Il gruppo di caratterizza per:
• l'unitarietà, rappresentata dall'unità del soggetto economico, tipicamente l'azionista di 
maggioranza della società capogruppo. 
• La molteplicità, espressa dalla pluralità dei soggetti giuridici, tanti quante sono le società 
che compongono il gruppo aziendale (tipicamente gruppo societario).



I prezzi interni di trasferimento (PIT) sono lo strumento di coordinamento delle transazioni 
interne al gruppo alimentando incentivi e redistribuzioni degli utili interni di gruppo, con varie 
conseguenze per l'economia del gruppo.
Il compito dei PIT è quello di assicurare condizioni di ottimo a livello aziendale,

Il bilancio consolidato di gruppo
Il bilancio consolidato di gruppo è un particolare 
bilancio, ottenuto in modo indiretto, attraverso 
l'aggregazione dei diversi bilanci della società facenti 
parte del gruppo.
Il bilancio consolidato è l'aggregazione dei vari bilanci 
delle varie società controllate ed è composto dal conto 
economico gruppo, stato patrimoniale gruppo, nota 
integrativa gruppo, rendiconto finanziario gruppo.
La procedura di formazione, detta di consolidamento, può in concreto risultare assi laboriosa, a 
seconda della complessità delle operazioni intersocietarie, che richiedono trattamenti contabili 
particolari.
Il compito del bilancio consolidato di gruppo è quello di fornire un'informazione economica, 
patrimoniale e finanziaria dell'unità economica costituita dal gruppo.

mercoledì 24 ottobre 2018

Stakeholder

Portatori d'interesse o Stakeholder
Stakeholder primari, o stakeholder in senso stretto, ossia tutti coloro che hanno proprietà, diritti, interessi o aspettative nell’attività di un’azienda e senza il cui sostegno l’organizzazione cesserebbe di esistere: gli investitori e gli azionisti, i dipendenti, i clienti, i fornitori, ma anche i governi e le istituzioni che forniscono le infrastrutture, i mercati, le leggi e i regolamenti.
Stakeholder secondari, o stakeholder in senso ampio, cioè persone e organizzazioni che non sono essenziali per la sopravvivenza dell’azienda, ma che possono comunque influenzare o essere influenzati in qualche aspetto dei prodotti, delle operazioni, dei mercati, del settore e dei risultati di un’impresa; si pensi, ad esempio, all’influenza esercitata da taluni gruppi di pressione che con la loro attività sono in grado di sensibilizzare e orientare l’opinione pubblica rispetto all’operato delle imprese.
Il termine stakeholder richiama (e per certi versi si contrappone idealmente con) quello di stockholder. Se con quest’ultimo si intende il detentore di titoli rappresentativi del capitale di rischio dell’impresa, con il termine stakeholder si indica colui che ha una qualche “posta in gioco” (stake) nel processo decisionale dell’organizzazione medesima. Il termine si afferma di pari passo con una teoria aziendale, la cosiddetta stakeholder theory o teoria degli stakeholder, una strategia manageriale che pone le basi per il superamento dei paradigmi teorici allora vigenti e, in particolare, quello della cosiddetta stockholder theory.

Governance d'Impresa

La definizione del concetto di corporate governance è una questione ancora aperta nella dottrina 
nazionale e internazionale.
Il Codice di Autodisciplina di Borsa Italiana S.p.A. definisce la corporate governance come “il 
sistema di regole secondo le quali le imprese sono gestite e controllate”.
Un sistema di regole che vanno a definire dei parametri in cui l'azienda si deve muovere. Questo 
codice è una forma di autoregolamentazione che vuole integrare una legge obsoleta, e allo stesso 
tempo avere un maggior controllo riguardo la legalità.
Il quadro normativo in materia di governance delle imprese italiane, interessato ormai da alcuni 
anni da un profondo processo di riforma, poggia su tre pilastri fondamentali.
Il Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (TUF) Legge 
Draghi ha introdotto significative innovazioni per le società quotate.
Il TUF vuole dare all'Italia una disciplina che vuole essere in linea con quella degli altri paesi, per la 
competitività delle nostre aziende.
Il Codice di Autodisciplina per le società quotate o Codice Preda ha fornito linee guida conformi 
alle best practice internazionali.
La riforma del diritto societario ha introdotto importanti novità per tutte le società, anche non
quotate, con effetti rilavanti sulla corporate governance.
Ci sono stati dal '98 al 2006 una serie di ammodernamenti delle società quotate e non del nostro 
paese.
Il modello di governance delle imprese italiane è “ibrido” rispetto ai principali archetipi 
internazionali:
• il modello dell'outsider system (anglosassone)
• il modello dell'insider system (renano-nipponico)
capitalismo italiano, seppur in evoluzione, mantiene le seguenti peculiarità:
• la concentrazione della proprietà, con limitata separazione tra proprietà e controllo.
• La forte incidenza del capitalismo familiare e delle piccole e medie imprese
• la presenza diffusa di gruppi piramidali
• l'intervento non significativo di investitori istituzionali.
Le criticità non riguardano tanto il rapporto azionisti-manager, come per le public company, 
quanto le potenziali divergenze di interesse tra azionisti di controllo (blockholder) e azionisti di 
minoranza.
organi di controllo esterno delle società di capitale
Il collegio sindacale è eletto dall'assemblea degli azionisti e svolge un controllo di legittimità
(non di merito), sia formale che sostanziale, sull'operato degli amministratori della società.
Deve verificare che le decisioni siano compatibili col piano normativo, e rispettosi dei principi di 
economia aziendale.
Il collegio sindacale si compone di tre o cinque membri effettivi, soci o non soci, più due sindaci 
supplenti.
Il collegio sindacale vigila:
• sull'osservanza della legge e dello statuto
• sul rispetto dei principi di corretta amministrazione
• sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società 
e sul suo corretto funzionamento.
Per le società quotate, il collegio sindacale ha anche lo specifico compito di vigilare:
• sull'adeguatezza del sistema di controllo interno, quel sistema che assicuri quei 
meccanismi e supporti, affinché l'attività sia compatibili ai principi che l'azienda vuole 
assicurare.
• Sull'adeguatezza delle disposizioni impartite dalla società alle società controllate ai sensi 
dell'art. 114, c. 2° del TUF (comunicazioni al pubblico).
Il controllo contabile è esercitato da un revisore contabile o da una società di revisione che, nel 
caso di controlli su una società che fa ricorso al mercato del capitale di rischio, è sottoposta alla 
disciplina e vigilanza della Consob.
Lo statuto delle società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio e non sono tenute 
alla redazione del bilancio consolidato può prevedere che il controllo contabile sia esercitato dal 
collegio sindacale.
Questo controllo contabile può essere fatto da un revisore o dal collegio sindacale, che quindi si 
trova a svolgere due funzioni, controllo sulla gestione e contabile.
Per le società quotate, la società di revisione ha anche il compito di esaminare correttezza e 
funzionalità del sistema di controllo interno e di trasferirne le conclusioni al collegio sindacale.


Il codice di autodisciplina (codice Preda) ha previsto la possibilità di individuare:
• i comitati di nomina e remunerazione (in seno al C.d.A)
• una struttura dedicata ai rapporti con gli investitori (investor relator)
• L'internal auditing (revisione interna) svolge un'attività di consulenza interna e un'attività 
ispettiva, di verifica dell'adeguatezza e dell'efficacia del sistema dei controlli interni. 
Quest'organo dipende dal consiglio di amministrazione, è un professionista spesso con uno 
staff, svolge un'attività di verifica, e si avvale di un'attività di consulenza alle aree aziendali 
con maggiori criticità.
 
L'internal auditing
L'internal auditing riferisce periodicamente i risultati della propria attività al C.d.A e al collegio 
sindacale ed è tenuto alla presentazione di una relazione annuale.
L'internal auditing elabora una piano annuale, che poi deve essere approvato.
Il rapporto più stretto è col collegio sindacale, e l'internal auditing è il braccio operativo del collegio 
sindacale per rendere efficacia alla sua attività di verifica.
Per la natura dell'attività svolta il responsabile del internal auditing è organo di staff del C.d.A.
Oltre essere qualificato, l'internal auditing deve essere indipendente, quindi è collocata al vertice, 
nello staff del consiglio di amministrazione.
La verifica del funzionamento del sistema dei controlli interni può essere effettuata anche con il 
supporto del comitato per il controllo interno, nominato in seno al C.d.A.
Questo è un comitato formato da consiglieri, e questo svolge l'attività di verifica mirata ai controlli 
interni.
Soggetti vigilati e i rapporti con le Autorità di Vigilanza
La Consob vigila:
• sugli emittenti quotati e sui soggetti che li controllano
• sugli emittenti titoli diffusi fra il pubblico in misura rilevante, tra le società che emettono 
azioni o titoli particolarmente diffusi.
La Consob ha poteri finalizzati sia alla tutela degli investitori, sia all'efficienza e alla 
trasparenza del mercato del controllo societario e del mercato dei capitali.
La Consob e la Banca d'Italia svolgono in modo coordinato la vigilanza sui “soggetti abilitati”:
imprese d'investimento, SGR, SICAV, intermediari finanziari (elenco art.117 T.U. bancario) e 
banche autorizzate all'esercizio dei servizi di investimento.
Gli ambiti di competenza sono:
• Banca d'Italia: mantenimento del rischio e stabilità patrimoniale
• Consob: trasparenza e correttezza dei comportamenti

La vigilanza esercitata sui “soggetti abilitati” è di tre tipi:
• regolamentare
• informativa
• ispettiva
L'Isvap vigila sulle assicurazioni, private e di interesse collettivo, collaborando, anche mediante 
scambio di informazioni, con le altre autorità di vigilanza.
Si è visto nella lezione che il C.d.A è investito della più alta responsabilità per quanto riguardo il 
sistema dei controlli interni, nelle società di maggiori dimensioni, si nomina anche un comitato, il 
quale ha come compito di verificare il sistema dei controlli interni. Abbiamo poi il collegio 
sindacale, che vigila affinché il C.d.A e il comitato dei controlli interni siano adempienti in questo. 
Poi esiste l'organo che nel quotidiano, vigilando e facendo ispezioni, che i controlli interni 
funzionino, gli internal auditing. Si vigila attraverso ispezione sul posto, ma soprattutto oggi è sul 
controllo a distanza. Il controllo interno viene svolto direttamente dal management, i quadri 
aziendali, e gli operai.

L'Azienda Complessa

Un problema in generale, si presenta complesso quando è caratterizzato da una molteplicità 
inestricabile di aspetti e di elementi compositivi, tali per cui non sono rinvenibili relazioni causali 
chiare ed univoche tra due aspetti o elementi costitutivi.
La complessità nasce dalla difficoltà di poter cogliere tutte le relazioni che legano gli elementi di un 
sistema tra di loro. Quindi sono le relazioni tra gli elementi le questioni di complessità.
Rischi, incertezza e complessità, sono fattori riduttivi che in molte circostanze concrete 
concorrono congiuntamente, come concause, a limitare le capacità cognitive umane.

L'azienda manageriale è caratterizzata dalla maggiore complessità dei problemi decisionali, che 
richiede un'adeguata squadra di decision makers – il management – e una più potente dotazione di 
strumenti di supporto alle decisioni.
L'azienda manageriale è quell'azienda dove esiste questa squadra, il management, cioè formatori di 
competenze interne, attori che sono incaricati sull'assunzione delle decisioni. Questo garantisce una 
più vicina e profonda conoscenza dei problemi e delle soluzioni.
L'azienda manageriale è tipicamente costituita sotto la 
veste giuridica di società per azioni, a struttura
complessa e decentrata (sovente a holding)
Dall'azienda imprenditoriale all'azienda manageriale
L'azienda imprenditoriale è caratterizzata dalla 
brevità dello sviluppo verticale della gerarchia, con 
solo due livelli: soggetto economico e base
operativa.
L'azienda imprenditoriale si presenta con situazione 
più semplice, in quanto legata a routine, dove il fattore 
esperienza ha un importante ruolo. Ecco che allora le 
soluzioni di sistema possono essere relativamente 
semplici.
La crescita per linee interne si manifesta entro i confini legali dell'azienda, che aumenta le proprie 
dimensioni (entità dei mezzi di produzione e numero dei dipendenti) sotto l'emblema di un soggetto 
giuridico.
L'azienda manageriale potrebbe essere l'esito di crescita per via interna, quindi con necessità future 
di strutture di maggiori dimensioni.
I problemi che la crescita per via interna pone, in termini di costi organizzativi ( ad es. stipendi 
manager) e di rigidità (routine difficilmente modificabile) a fronte di contesti turbolenti, hanno 
favorito la diffusione di modelli alternativi di sviluppo basati sulla crescita per linee esterne, che 
estende il grado di influenza dell'azienda al di fuori dei suoi confini legali, investendo una pluralità 
di soggetti giuridici.
La crescita dimensionale per linee interne e per linee esterne
La crescita per linee esterne è un percorso di crescita apparentemente meno rischioso, 
problematico e irreversibile di quelli di una crescita per linee interne.
La crescita per linee esterne evita alcuni problemi, quali:
• lentezza, per lo sviluppo, quindi la ricerca di uno start up

• mancanza di competenze e risorse
• alti fabbisogni finanziari, per crescere internamente bisogna aumentare il patrimonio 
(terreni, macchinari, ecc..)
• complessità organizzativa (crescita del personale)

Il Conto Economico

Il Documento del conto economico espone il risultato dell'esercizio attraverso la rappresentazione dei costi e degli oneri sostenuti, nonché dei ricavi e degli altri proventi conseguiti nell'esercizio. Deve essere redatto in forma scalare (prima i componenti positivi e poi quelli negativi). È articolato in cinque sezioni scalari:
A) Valore della produzione (ricavi di competenza sommati alle variazioni delle rimanenze di magazzino)
B) Costi della produzione (ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti)
Sottraendo B) da A) si ottiene il risultato lordo della gestione ordinaria della società
C) Proventi e oneri finanziari (proventi derivanti da partecipazioni in altre società, gli interessi attivi e passivi, gli utili e le perdite sui cambi. Segue il relativo totale)
D) Rettifiche di valore di attività finanziarie (rivalutazioni e svalutazioni delle stesse. Segue il totale)
E) Proventi ed oneri straordinari
La somma algebrica dei diversi totali costituisce il risultato globale di esercizio, che va indicato prima al lordo e poi al netto delle imposte sul reddito. Si ottiene così l'utile o la perdita d'esercizio che va riportato nello stato patrimoniale. Oltre lo stato patrimoniale e il conto economico, gli amministratori devono redigere la nota integrativa che illustra e specifica le voci dello stato patrimoniale e del conto economico e la relazione sulla gestione allegato esterno al bilancio che deve analizzare la situazione della società e l'andamento della gestione con particolare riguardo ai costi, ai ricavi e agli investimenti.

martedì 23 ottobre 2018

Bilancio d'esercizio

Il Bilancio svolge una funzione fondamentale nelle moderne economie: in primo luogo perché attraverso il bilancio è possibile valutare la situazione patrimoniale, economica e finanziaria delle aziende e la loro capacità ad investire e garantire occupazione.
il bilancio di esercizio deve essere redatto dagli amministratori, ovvero dai soggetti che rappresentano legalmente la società e ne sono responsabili dal punto di vista contabile, amministrativo e fiscale.
Il bilancio di esercizio è disciplinato in Italia dagli articoli 2423 e seguenti del codice civile, oltre che dalla normativa comunitaria speciale in materia e dalla normativa tecnica di settore nazionale (principi contabili emanati dall’Organismo Italiano di Contabilità-OIC) ed internazionale (International Accounting Standard-IAS).

Circuiti operativi della Gestione

La Azienda è un unità economica che entra in contatto con terze economie dando vita a atti di scambio.



Circuito operativo di Capitale propio,
puo' essere apportato da soci
conferimenti in denaro (realtà titpica)
in natura.
Il circuito operativo del capitale propio assorbe mezzi finanziari:
in ordinaria con il pagamento dei dividendi

in via straordinaria con i rimborsi e quindi possibili riduzioni del capitale.


Circuito operativo di Capitale di Credito apportato da terzi,banche e istituti di credito
si tratta di un circuito oneroso,dovendo assoggettare il prestito alla corresponsione periodica di uninteresse sul capitale fornito.
il rimborso puo' avvenire a vista :(breve termine) o periodico di medio lungo termine


Il Circuito degli Investimenti produce l'assorbimento dei mezzi finanziari provenienti nell' idee  fondo finanziario fondamentale di sviluppo  e la costituzione dell' impresa. la crescita dimensionale il rinnovo dell' ambiente aziendale arredamento ecc l'acquisto di altre aziende creare un insieme di aziende gruppi.


Il Circuito della gestione corrente è il piu' rappresentativo dell' intera gestione aziendale .trae movente dalla produzione alimentando una corrente dinamica di flussi in entrata (entrate correnti) e le uscite (uscite correnti).


I Mezzi finziari dell' azienda rappresentano l'autofinziamento della produzione.

lunedì 22 ottobre 2018

patrimonio e reddito

Il Capitale è quel complesso di beni attribuibili all'impresa

il capitale d'impresa è un comlpesso coordinato di elementi(beni,materiali e immateriali) complementari sotto il profilo tecnico economico (principio di strumentalità complementare dei beni).
I Valori sono la strumentalizzazione monetaria del capitale. o meglio dei singoli elementi del capitale.

Il capitale netto di funzionamento  cioè un fondo di valori la qui determinzaione risulta la differenza tra valori della attività e delle passività.


il reddito è un fenomeno dinamico (flusso) che viene continuamente variato dalla dinamica prezzi costo prezzi ricavo  prodotto dalla gestione aziendale .

Il reddito è un flusso che quinndi si si rifferisce a un periodo tempoquindi un fatto dinamico  e reale

uil redditoè il prodotto dei processi aziendali questo diventa l'lelemento su cui poggia l'efficenza economica dell' impresa


L'Autofinziamento rappresenta gli l'incremento del capitale netto per utili risparmiati ed accantonati a riserva.

La destinazione di parte degli utili dell'impresa alla realizzazione di nuovi investimenti; estens., anche a proposito di associazioni, giornali, ecc., che si finanziano attraverso i propri soci o con i proventi della propria attività.


In senso lato si basa sul concetto che l'utile netto dell' impresa è dato dai costi e ricavi di competenza del periodo Utile di esercizio=ricavi di competenza -costi di competenza

’autofinanziamento è la capacità che ha l’azienda di produrre al suo interno le risorse finanziario-monetarie che servono per la gestione, senza fare ricorso a fonti esterne di finanziamento, oppure riducendo quanto più possibile il ricorso ai finanziamenti esterni.
Messa così, la cosa è decisamente semplice, e di fatto lo è. Ancora una volta, ci troviamo in presenza di aspetti legati alla finanza aziendale, di cui parliamo spesso nei nostri articoli, visto che la finanza è l’aspetto principale da cui dipendono tutti gli altri.

Autofinanziamento e gestione finanziario-monetaria

Infatti, la gestione aziendale chiede continuamente risorse finanziarie per potere “funzionare” sia dal punto di vista economico (per il sostenimento dei costi di esercizio) che dal punto di vista patrimoniale (per l’acquisto degli investimenti); e se questi soldi non ci sono, non si va da nessuna parte. Ma attenzione: in questo caso, più di ogni altro, occorre fare una netta distinzione tra risorse finanziarie e risorse monetarie, poiché la differenza tra le due è assolutamente sostanziale, nonostante la maggior parte degli imprenditori non la conosca. Infatti, un conto è un’entrata finanziaria, altro conto è un’entrata monetaria.
In modo semplice possiamo affermare che un’entrata finanziaria si trasforma in entrata monetaria nel momento in cui  si trasforma in denaro contante. Un credito, per esempio, è un’entrata finanziaria, ma fino a che non viene incassato, rimane tale: cioè un “pezzo di carta”. Solo nel momento in cui il credito viene incassato, allora l’entrata finanziaria si trasforma in entrata monetaria, cioè soldi cash, per essere chiari. La mancata comprensione di questa differenza è una delle cause che determinano il fallimento delle aziende che si trovano con alti ammontari di entrate finanziarie che però non si trasformano in altrettante entrate monetarie. Se un’azienda ha nell’attivo dello stato patrimoniale 10 Ml di euro di crediti ma non li incassa, si trova “scoperta” dal punto di vista monetario, cioè non ha soldi, anche se finanziariamente appare sana.
Ciò premesso, torniamo all’autofinanziamento che è il fenomeno tramite il quale l’impresa copre il suo fabbisogno finanziario senza aumentare (o aumentando in misura ridotta) l’indebitamento, o facendo ricorso a versamento di nuovi capitali da parte dei soci.
Facciamo un semplice esempio per capire meglio. Supponiamo che si debbano fare investimenti per 150.000 euro e che questi investimenti vengano finanziati con un incremento dei debiti per € 100.000 e con versamento da parte dei soci per altri 50.000 euro. La situazione sarebbe la seguente:
 

Soggetto giuridico Soggetto economico - Economia

Il Soggetto Giuridico:
è la persona fisica o la persona giuridica che assume gli obblighi e i diritti derivanti dall’esercizio dell’impresa.
Mentre il soggetto economico è quella persona o quel gruppo di persone che concretamente è in grado di assumere le decisioni inerenti l’impresa.
Vediamo un esempio.
Supponiamo di trovarci di fronte alla Spa Alfa. La società è controllata al 60% da una Holding.
Il soggetto giuridico della società è la stessa Alfa Spa che assume gli obblighi e i diritti che derivano dall’esercizio della sua attività: è la Alfa Spa che deve pagare i debiti assunti, che ha diritto a riscuotere i crediti verso i clienti, e così via.
Il soggetto economico è la Holding che la controlla che, di fatto, prenderà le decisioni relative all’impresa disponendo della maggioranza dei voti nell’assemblea ordinaria.
Nelle ditte individuali il sogetto economico e giuridico coincidono sono la stessa persona. 
In un'azienda il soggetto giuridico è colui al quale spettano gli obblighi e i diritti di legge, sia per la costituzione che per l'esercizio dell'azienda. Il soggetto giuridico di un'azienda può essere una o più persona fisiche, oppure persona giuridica. https://www.okpedia.it/soggetto-giuridico-ed-economico-di-una-azienda
In un'azienda il soggetto giuridico è colui al quale spettano gli obblighi e i diritti di legge, sia per la costituzione che per l'esercizio dell'azienda. Il soggetto giuridico di un'azienda può essere una o più persona fisiche, oppure persona giuridica. https://www.okpedia.it/soggetto-giuridico-ed-economico-di-una-azienda

L'Azienda come Istituzione

Secondo la visione oggettiva l'azienda è un complesso di attività economiche o di operazioni avente carattere di unitarietà nello spazio e nel tempo.costruita entro determinati confini (legali)rappresentati da i diritti di propietà.
Secondo la visione oggettiva  L'Azieenda è una mano visibile un unità economica istituita e condotta dall' uomo per soddisfare i bisogni umani. Le relazioni economiche si realizzano nel mercato e si basano sul importante funzioni dei prezzi.

sabato 20 ottobre 2018

Limiti di Efficenza di Mercato

L'attivita economica secondo il modello classico si sviluppa attraverso due tipi essenziali o archetipi essenziali:
-L'Impresa come istituzione specializzata nei processi di produzione.
-Il Mercato Come unica struttura di Governo e Cordinamento dell' attività economica.
La mano Invisibile di adam Smith illistra la Funzione del Mercato come forma impersonale di cordinamento dei rapporti di scambi tra diversi operatori economici identificati a livello individuali.
La mano invisibile è impersonale,universale,imparziale,e simmetrico rispetto ai singoli operatori.
Il Mercato è il luogo dove trovare il prezo,comprare beni e servizi,prganizzare scambio di beni in maniera efficente

La moneta di Conto è lo strumento per il funzionamento efficente del mercato poiche essa svolge le funzioni di Mezzo di Scambio     e  Unità di Misura (come valore numerico degli scambi).
Il Prezzo e' quel informazione che il mercato come luogo di scambi diffonde in modo trasparente per orientare le scelte degli operatori economici.

Il Diritto di propièta privata assicura a ciascuno il possidimento di un bene.

venerdì 19 ottobre 2018

Imprese e Mercati

Il Funzionamento di una singola impresa dipende dalle produzioni internazionale.
L'Efficenza degli scambi interni.
Con il funzionamento della impresa si intende un buon anadamento della gestione.
L'Efficenza esterna l'impresa opera nei mercati e quindi sono condizionate dal funzionamento dei mercati.
L'Efficenza interna è piu' facilmente controllabile inquanto controlla la efficenza dell' impresa nella quale il soggetto aziendale esercita una propia consapevole attività di governo.

L'Efficenza di produzione in senso lato dipende dalla selezione quali quantitativa dei fattori produttivi e dell' ottimale utilizzo che viene fatto lungo il processo produttivo  dalla qualità alla appropiatezza dei beni o servizi ottenuti rispetto i bisogni umani.

La durata è fondamentale per distinguere i fattori dei processi (di breve,brevissima durata,media durata,lunga lunghissima durata)Il tempo è fondamentale perche crea condizioni di rischio quindi le fasi terminali dei processi produttivi alla cessione dei mercati  tanto piu la durata aumenta piu aumentano il livello di rischio e voladilità

Il Mercato è definito Il Luogo in cui avvengono gli scambi.

L'Azienda e l'economia aziendale

Gestione Aziendale  attività svolte dall' azienda è un sistema di operazione,svolto con continuità nel tempo e nello spazio per il soddisfacimento di prescelti bisogni umani.
La Gestione si puo' intrepretare come la vita dell' azienda e rapresenta il processo dell' azienda(vendita,acquisti,rimborsi ecc.) è un sistema di con principio di unitarietà (nello spazio e tempo) ovvero continualità.
L'Azienda è un prodotto Umano (formato da persone) e Un Prodotto Sociale (inqui il sucesso e legata  e determinato nella società in cui opera).
 «L'azienda è un istituto economico destinato a perdurare che, per il soddisfacimento dei bisogni umani, ordina e svolge in continua coordinazione, la produzione, o il procacciamento e il consumo della ricchezza». Gino Zappa,
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