La storia:
Nella regione, citata fin dal sec. X in varie fonti come divisa tra piccoli stati dominati da principi e voivodi, aveva dimora il gruppo più importante dei Valacchi che nel sec. XIV conquistò l'indipendenza dalla corona ungherese per opera di Alessandro Basarab I (1330-40), che batté Ungheresi, Serbi e Mongoli. Uno dei suoi successori, Mircea il Vecchio (1386-1418), sottomise alla sua giurisdizione parecchi territori circostanti allargando il suo territorio fino alla foce del Danubio; si liberò dal vassallaggio formale all'Ungheria ma cadde sotto l'influenza dei Turchi Ottomani, che nel 1396 erano giunti fino al Danubio. Nonostante queste vicissitudini, la Valacchia prosperava grazie a un'operosa classe contadina e a un'attiva borghesia mercantile. I successori di Mircea, tra cui Vlad Tepes (1456-1492), il leggendario “Vlad l'impalatore” cui pare abbia ispirato il romanzo Dracula di B. Stoker, si logorarono in lunghe lotte, a tutto vantaggio dei Turchi, che dopo la presa di Costantinopoli (1453) imposero definitivamente la propria sovranità sulla Valacchia. La vittoria turca di Mohàcs (1526) sulle forze cristiane spostò più a nord il confine dell'Impero ottomano, lasciando la Valacchia in relativa pace. Michele il Valoroso (1593-1601), riunite Transilvania, Moldavia e Valacchia, sembrò promettere un'unificazione romena in funzione antiottomana; ma discordie e agitazioni interne fecero fallire il suo piano e i Turchi tornarono padroni del Paese, cui pur rimase una certa autonomia. Dopo il 1716 questa autonomia venne abrogata: i voivodi della Valacchia non vennero più nominati tra i principi romeni ma scelti fra la nobiltà greca di İstanbul (i fanarioti). Intanto le idee nazionaliste e liberali penetravano in Valacchia attraverso la Transilvania che, occupata dall'Austria, già avvertiva l'influsso culturale-politico dell'Occidente europeo. Dopo varie vicissitudini la Valacchia, unita alla Moldavia (1859), veniva a costituire il nuovo regno di Romania, ufficialmente proclamato nel 1862.
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