Nel 1528 il conte Antonio Guasco vendette alla Repubblica di Genova tutti i suoi diritti su Gavi: la repubblica ne ebbe così nuovamente il possesso, data della sua soppressione e annessione allo Stato Sabaudo.
La trasformazione in Forte è del 1540, quando l'ingegnere della Repubblica di Genova, Giovanni Maria Olgiati, progettò e ricostruì completamente l'intera cinta muraria che circondava il primitivo Castello, realizzando nuovi bastioni e consolidando l'originale struttura.
Nel corso del XVII secolo, fu radicalmente trasformato nella Fortezza che, ancor oggi, possiamo vedere.
Il primo progetto di questa ristrutturazione fu affidato all'architetto genovese Bartolomeo Bianco ed al domenicano fra Vincenzo da Fiorenzuola, grande esperto in materia di architettura militare del suo tempo e noto per essere stato inquisitore al processo contro Galileo Galilei.
In realtà, i lavori di ampliamento, interni ed esterni, proseguirono sino agli albori del XIX secolo.
All'esterno, sul lato di levante, fu costruita nel XVIII secolo la "ridotta" di Monte Moro, collegata al Forte attraverso una "galleria" fortificata.
All'interno furono edificati alloggi per militari e ufficiali, cisterne, polveriere, corpi di guardia e piazze d'armi. Il tutto con l'ausilio e la progettazione dei più famosi ingegneri militari dell'epoca, da Stefano Scaniglia a Domenico Orsolino, da Pietro Morettini a Pierre De Cotte.
Nel 1859, sotto il governo di Vittorio Emanuele II, il forte fu disarmato per essere trasformato in un reclusorio civile. Durante la Prima e la Seconda Guerra mondiale fu carcere.
Nel 1946 il Forte fu consegnato alla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici del Piemonte, la quale, a partire dal 1978, ha avviato una costante e progressiva opera di restauro e salvaguardia di questo raro esempio di architettura militare.

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