mercoledì 29 settembre 2010

Rocca di Suvereto

La Torre Quadrangolare, resti.Il borgo murato di Suvereto, già Castello di Sughereto (Il toponimo deriva dal latino suber, "sughero", per cui Suvereto significa "bosco di sugheri") sorge, non lontano dal mare, su un colle della Val di Cornia, circondato da mura (la seconda cerchia) dotate di due porte (la Porta di Sotto e la Porta di Sopra) e sei torrioni cilindrici, ancora oggi riconoscibili anche se alcuni sono stati trasformati in abitazioni. Il complesso del borgo è notevole con le sue chiese medievali, le sue strade lastricate in pietra e i sui edifici storici fra i quali spicca il Palazzo Comunale dei primi anni del duecento con il loggiato, detto dei dei Giudici, sormontato dall'antica torre della campana.
Nel punto più alto del paese svettano i ruderi della Rocca Aldobrandesca, eretta sui resti di precedenti fortificazioni. I suoi sviluppi architettonici scandiscono i secoli di storia del paese. Anche se la prima notizia scritta del castello risale al del 973 (come confermato da una indagine archeologica svolta dall'Università di Siena nel 1989) le origini dell'insediamento sono antecedenti, immediatamente successive al crollo dell'Impero Romano, quando le popolazioni costiere si trasferirono sulle zone collinari per motivi di sicurezza.
Uno dei torrioni cilindrici della seconda cerchiaL’incastellamento di Suvereto fu voluto dalla famiglia comitale degli Aldobrandeschi, già titolari dei diritti pubblici su Populonia, che vi trasferirono il centro amministrativo dei loro possedimenti nella zona. L'insediamento originario era costituito essenzialmente da capanne in legno e da qualche rozza costruzione in pietra non lavorata. Il primo nucleo murato del complesso è costituito da una Torre quadrangolare, struttura più difensiva che residenziale, costruita con molta probabilità intorno al 1164. Le strutture murarie si presentano in pietra lavorata disposta su filari orizzontali e paralleli, con feritoie aperte a diverse altezze lungo le pareti. Contestualmente si sviluppa anche il borgo, lungo i terrazzamenti del colle, con forma curvilinea ad anelli concentrici.
Nel corso del XIII° secolo la torre viene parzialmente scapitozzata (fino ai tre metri dal suolo) e ricostruita con basamento a scarpa per far fronte alle mutate esigenze difensive dell'epoca, sempre in pietra. Il consolidamento dell'egemonia Pisana sul territorio portò, a seguito delle mutate esigenze difensive e di gestione del territorio, a nuovi lavori di ampliamento della Rocca, iniziati nel 1308 come attesta un epigrafe posta sulla porta stessa. Al fronte nord della Torre viene addossata un vasto recinto trapezoidale, dotato di basamento a scarpa sui fronti est e ovest e due accessi sui quelli nord e ovest.
Torre e Porta dell'Orologio, Palazzo ComunaleDi particolare pregio è il portale nord, preceduto da una breve gradinata, con un bell'arco a tutto sesto. All'interno, un tempo diviso in due piani con solai lignei (sono ancora ben visibili nelle mura interne i buchi per le travi di sostegno) furono ricavati gli ambienti per ospitare una guarnigione pisana (un capitano e sei sergenti).
Anche l'abitato fu dotato di un circuito murario trapezoidale collegato alla Torre (la prima cerchia, poi ampliata), a cui fu addossato un Palazzo (il futuro Palazzo Comunale), che ne diveniva così il caposaldo posto al vertice settentrionale, in corrispondenza della porta di accesso.
La Rocca subì nel corso dei secoli vari interventi di rifacimento fino ad arrivare al suo abbandono, come struttura difensiva, nel 1600. Nel XIX° secolo viene adibita a civile abitazione con la costruzione di un edificio a tre piani all'interno del recinto.
Verso il 1950 la struttura fu definitivamente abbandonata e solo sul finire degli anni '80 è stata riacquistata dal Comune, restaurata e restituita al suo antico splendore. Oggi la rocca è esternamente visitabile liberamente, inserita in un parco pubblico.

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