lunedì 27 settembre 2010
Cartomanzia
Considerata da molti la principale forma di divinazione. Secondo alcuni studiosi della materia, per comprendere i segni del futuro codificati nella complessa simbologia delle carte, sono necessarie doti di telepatia, chiaroveggenza e precognizione. Questi segni riguardano essenzialmente la realizzazione o meno di particolari eventi e le varie possibilità di scelta che si presentano alla persona che consulta il cartomante, e che quindi ha modo di decidere come cambiare il corso del destino. Le prime carte usate a scopo divinatorio sono state senza ombra di dubbio i Naim, diffusi in tutta la Mesopotamia, la cui eredità è giunta fino a noi con i 4 semi fondamentali: cuori, quadri, fiori, picche. Nel Medioevo, a causa delle persecuzioni operate dalla Chiesa nei confronti di chi prevedeva il futuro, si svilupparono diverse forme di divinazione attraverso le carte. Fra queste le più diffuse a livello popolare furono quelle definite "La Vera Sibilla". La popolarità dei tarocchi seguì all'invenzione e diffusione della stampa, e conobbe un momento di grande splendore tra la fine del Trecento e la prima metà del Quattrocento, per poi proseguire nel Rinascimento (ricordiamo che le carte ufficialmente erano usate solo per giocare, ma in realtà servivano anche per la divinazione). Nel periodo della caccia alle streghe chiunque si fosse dedicato a leggere il futuro, o anche se soltanto sospettato di questo tipo di attività, veniva accusato o finiva tra le maglie dell'inquisizione. Così, fino al XVIII secolo, i tarocchi caddero in disuso, ma nel 1781 Court de Gebelin, un pastore della Chiesa Riformata, scrisse un libro, intitolato Mondo Primitivo, nel quale asseriva con forza che i tarocchi provenivano dall'Antico Egitto ed erano la summa di tutte le nozioni più importanti del pensiero di quel Paese. Un suo seguace, un parrucchiere di nome Alliette che si faceva chiamare Etteilla, autodefinitosi Grande Sacerdote della Cartomanzia, proclamò che le carte in questione erano nientemeno che il Libro di Thot, il più antico libro del mondo, considerato una sorta di compendio di tutto il pensiero umano. Altro personaggio favorevole all'origine egizia dei Tarocchi fu Christian, il quale sostenne, nella sua Storia della Magia, che nella piramide di Menfi vi fossero alcune gallerie sulle quali erano dipinte le lame dei tarocchi, cosa peraltro non confermata dagli archeologi. L'esoterista Papus, fondatore di un ordine massonico, collegò invece i tarocchi alla Cabala, sostenendo che tutto l'universo è espressione di Dio e si esprime attraverso simboli. In ogni mazzo di tarocchi si pone una netta divisione fra 22 figure ricchissime di simboli, definite Arcani maggiori e che rappresenterebbero le cause, e i 56 Arcani minori che rappresentano gli effetti, divisi in quattro semi: spade, coppe, denari, bastoni, ognuno dei quali ha quattordici carte che vanno dall'1 al 10 più quattro figure (fante, cavaliere, re, regina).
Etichette:
Cartomanzia misteri storia
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