sabato 25 settembre 2010

uccello occhiocotto

L'occhiocotto
Ampiamente diffuso intorno al bacino mediterraneo, in Asia minore, e ad est fino al Mar Caspio, in Italia l'occhiocotto, presente lungo le coste della penisola e su tutte le isole, è sedentario e nidificante ma vi transitano anche popolazioni migratrici, provenienti dal Nordafrica. Nelle regioni settentrionali italiane è molto localizzato.
La specie, lunga fino a 13cm, presenta il maschio con il capo di un nero intenso, nel quale spicca l'occhio, circondato da un circolo di pelle rossa (da qui il nome); il resto delle parti superiori è grigio, mentre inferiormente il colore si fa quasi bianco. La coda, scura, è anch'essa bordata di bianco. La femmina è meno contrastata, manca dell'evidente cappuccio nero ed è simile ai giovani.
Il verso è un forte allarme come di uno strumento di legno rapidamente vibrato. Il canto è un vigoroso chiacchierio intercalato dalla nota di allarme, eseguito da un ramo esposto o nascosto, e nel breve danzante volo nuziale.
Tra le sue prede più comuni vi sono insetti di diverse specie, larve di lepidotteri, ortotteri ed afidi, ragni; nella tarda estate ed in autunno l'occhiocotto utilizza per alimentarsi anche frutti quali fichi ed uva, e semi di numerose piante.
La riproduzione ha inizio a fine marzo, ed il nido è costruito in cespugli sparsi o nel sottobosco di foreste costiere. Le uova, 3-4, possono variare molto nel colore di fondo ed hanno macchie brune o rossastre. Vengono incubate per 13-14 giorni da entrambi i sessi ed i giovani vengono nutriti quasi esclusivamente dalla femmina e rimangono nel nido per 11 giorni. Di norma vengono completate due covate, anche se spesso la seconda non è che una deposizione di sostituzione.
occhiocotto

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